Irina FAN, Thomas HOLZHEU
“De-risking global supply chains: rebalancing to strengthen resilience” (Sigma n.6/2020)
Risk management


Le supply chains – ossia le reti logistiche e produttive internazionali che permettono di progettare qualsiasi bene complesso in moduli separati, per poi produrlo in Paesi diversi e infine assemblarlo in un sito produttivo, magari collocato all’estremo opposto del globo – hanno subito più di ogni altro processo produttivo le conseguenze della pandemia.

Interi stabilimenti, infatti, hanno dovuto sospendere la produzione perché uno o più dei componenti necessari è venuto a mancare. Inoltre, anche dal punto di vista strettamente logistico, la crisi sanitaria ha comportato un drastico abbassamento del livello di integrazione tra le reti di trasporto mondiali.
Molti hanno parlato a questo proposito, forse impropriamente, di fine della globalizzazione: in ogni caso, il Covid-19 è destinato a provocare un ripensamento complessivo dell’offerta, anche per ridurre il livello di rischio cui reti altamente interconnesse sono esposte.

A questi temi è dedicato l’ultimo numero di Sigma-Swiss Re (n. 6/2020), che analizza gli effetti della pandemia sul processo di integrazione della produzione a livello mondiale e sulla conseguente ristrutturazione delle global supply chains, con le implicazioni di carattere assicurativo.

Le 20 maggiori economie mondiali ricavano il 40-80% del valore aggiunto delle esportazioni dalle supply chains globali. Il trasferimento e il riposizionamento della produzione andranno principalmente a vantaggio dei Paesi del sud-est asiatico, ma anche dell'Europa e del Nord America. Secondo il Report, il cambiamento nelle catene dell’offerta mondiali avrà, nel medio-termine, un effetto positivo sulle prospettive di crescita: un aumento nei prossimi cinque anni dello 0,7% del reddito nei Paesi che ospiteranno le nuove catene e dello 0,2% a livello di PIL globale.

I settori industriali che maggiormente modificheranno le proprie catene di approvvigionamento sono il farmaceutico, l'abbigliamento, le comunicazioni e le apparecchiature mediche.

Tuttavia, dopo questo impulso positivo ci sarà un probabile rallentamento della crescita, determinato dal fatto che le risorse necessarie per aumentare la resilienza e la sostenibilità delle supply chain comporteranno anche maggiori costi.  Ad esempio, mentre la globalizzazione ha determinato una ricollocazione delle industrie verso Paesi a basso costo del lavoro, il ritorno a sistemi produttivi e distributivi meno esposti al rischio comporta anche il ritorno della produzione in Paesi a reddito medio-alto, produzioni meno efficienti, prezzi dei prodotti più elevati e minori profitti per le imprese.

Da un punto di vista assicurativo, i cambiamenti nelle supply chains costituiscono anche un’opportunità: su un orizzonte di 5 anni, si stima un aumento della raccolta premi mondiale a seguito di questi fattori pari a 63 miliardi di dollari.

In tale prospettiva, il miglioramento dell’offerta assicurativa dovrà avvenire attraverso il progresso nell’analisi dei dati, nelle applicazioni digitali e, in generale, nella comprensione del funzionamento dei nuovi sistemi produttivi e distributivi.

STATISTICHE
NEWS