« EU actions for cross-border healthcare: significant ambitions but improved management required » (pursuant to Article 287(4), second subparagraph, TFEU) - WEBPAGE DI PRESENTAZIONE E REPORT
EUROPEAN COURT OF AUDITORS
https://www.eca.europa.eu/
Assistenza sanitaria, Servizi cross-border


Il report recentemente pubblicato dalla European Court of Auditors esamina i risultati dell’applicazione delle Cross-Border Health Directive del 2011(1),  che mira a garantire il diritto dei pazienti  di accedere a un'assistenza sanitaria sicura e di alta qualità in tutti i Paesi membri UE.

Ciò allo scopo, inoltre, di facilitare una più stretta cooperazione tra gli Stati in materia di “E-Health”  e di trattamento delle malattie rare.

Nel report vengono individuate carenze nell’ambito della pianificazione strategica e del project management;  pertanto, il documento contiene diverse raccomandazioni finalizzate a fornire sostegno alla Commissione, soprattutto nell’ambito dello scambio transfrontaliero di dati sanitari e per quanto riguarda le azioni dell'UE in materia di rare diseases.

Di seguito, alcuni aspetti emersi dall’analisi:

  • l'assistenza sanitaria transfrontaliera resta di portata marginale rispetto a quella sanitaria erogata a livello nazionale, anche se - in  situazioni specifiche -  l'assistenza più facilmente accessibile o maggiormente appropriata per i pazienti risulta essere  disponibile in uno Stato membro diverso dal Paese di origine. In tal senso, offrire opportunità ai pazienti per effettuare scelte libere e informate per l’accesso alla cross-border healthcare può migliorare, in generale,  l'assistenza sanitaria;
     
  • circa 200.000 pazienti all'anno si servono degli strumenti istituiti dalla Direttiva per ricevere cure sanitarie all'estero: meno dello 0,05% dei cittadini UE. Negli ultimi anni, la Francia ha riportato il numero più elevato di pazienti in uscita e la Spagna il numero più consistente di pazienti in arrivo. Nella maggior parte dei casi, si tratta di mobilità di pazienti fra  Stati membri limitrofi;
     
  • il report contiene i risultati di analisi effettuate sulla supervision – da parte della Commissione  –  in merito all’applicazione della Direttiva negli Stati membri e sul lavoro da essa svolto per fornire orientamenti ai National Contact Points (responsabili, sul piano nazionale, dell’informativa ai cittadini in merito ai loro diritti alla cross-border healthcare).  Nell’ambito delle rare diseases, in particolare, sono state esaminate le recenti key actions dell'UE finalizzate alla creazione di reti di riferimento europee  (European Reference Networks)  per la condivisione delle conoscenze e di consigli su diagnosi e trattamenti, per contribuire ad elevare gli standard di cura.

In chiusura, viene evidenziato che l’impegno dell'UE in materia di cross-boder healthcare ha rafforzato la cooperazione tra Stati membri; il lavoro svolto sul piano dei National Contact Points è stato positivo, pur se esistono margini di miglioramento.

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(1) Sul punto, si veda:  “Directive 2011/24/EU of the European Parliament and of the Council of 9 March 2011 on the application of patients’ rights in cross-border healthcare”  -  OJ L 88, 4.4.2011 (EUR-Lex)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A32011L0024

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