“Report on a new category of equities (LTEIP) under Solvency 2 Standard Formula”
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Solvency II, investimenti azionari

 

Il Dipartimento del Tesoro francese e il Ministero delle Finanze olandese hanno avviato, da qualche tempo, un progetto volto a definire un trattamento prudenziale dei titoli azionari che tenga in miglior conto il carattere duraturo dell’investimento, definendo un portafoglio di lungo termine (LTEIP) da introdurre nella regolamentazione in occasione della revisione 2018 del regime di solvibilità europeo.

Il Tesoro francese ha coinvolto nell’iniziativa l’Istituto degli Attuari, che ha coordinato uno studio svolto da PwC. Il progetto si è sostanziato nella proposta di una nuova asset class  - nell’ambito del sottomodulo del rischio azionario della formula standard per il calcolo del SCR - che comprende sia azioni quotate sia titoli non quotati, cui si dovrebbe applicare uno shock ridotto (22%, contro 39% e 49% previsti dall’attuale normativa) per riflettere la natura stabile e di lungo termine del portafoglio di investimento.

Il trattamento più favorevole si applicherebbe subordinatamente al rispetto di alcune condizioni:

  • la gestione del portafoglio di riferimento deve essere coerente con le policy interne di investimento e di ALM e con i mandati conferiti dall’impresa agli asset manager. La definizione di cosa costituisca investimento di lungo termine deve essere contenuta in tali policy. Gli investimenti di lungo termine dovranno altresì essere considerati nell’ambito dell’ORSA al fine della valutazione delle esigenze di solvibilità;
     
  • si prevede un test prospettico di liquidità volto a dimostrare che, nei 5 anni successivi, l’impresa non avrà la necessità di vendere i titoli del portafoglio LTEIP;
     
  • l’impresa documenti, in termini qualitativi, la presenza a bilancio di passività di lungo termine che garantiscano stabilità delle risorse disponibili;
     
  • per i titoli non quotati, si preveda una valutazione indipendente da effettuare almeno una volta all’anno.

La soluzione proposta differisce da quella recentemente presentata dalla Commissione europea e posta in pubblica consultazione(1) per i seguenti aspetti:

  • non prevede il requisito del “ring-fencing” dei portafogli di attività e passività, che renderebbe l’approccio molto oneroso per le imprese e non sarebbe utile per riflettere la natura di lungo termine degli investimenti;
     
  • non richiede che i titoli permangano nel portafoglio per un minimo di 12 anni in media, un requisito ritenuto troppo vincolante per la gestione degli investimenti;
     
  • introducendo un test di liquidità, prevede minori margini di discrezionalità per i supervisors nella valutazione dell’ammissibilità dei portafogli di investimento di lungo termine.

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(1) Si veda, in proposito: “Solvency II Review 2018: la Commissione UE avvia la consultazione sulle modifiche agli atti delegati”, in Panorama Assicurativo n. 182, dicembre 2018 (Sezione “UE”).
http://www.panoramassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=40190&est=1

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