STATISTICHE
“La previdenza complementare, principali dati statistici” (Settembre 2018)
COVIP – COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE
https://www.covip.it/
Previdenza complementare

 

COVIP ha recentemente pubblicato i principali dati statistici relativi al settore della previdenza complementare in Italia al 30 settembre 2018(1).

Alla fine dello scorso settembre, il numero complessivo di posizioni in essere nelle forme pensionistiche complementari era di 8,609 milioni; al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata di 310.000 unità (+3,7%). A tale numero di posizioni, che include anche quelle relative a coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti che può essere stimato in 7,9 milioni di individui.

Nei fondi negoziali si sono registrate 155.000 iscrizioni in più (+5,5%), che hanno portato il totale a fine settembre a 2,960 milioni. L’apporto maggiore alla crescita delle posizioni (circa 130.000) si è registrato nei fondi pensione con attivi meccanismi di adesione contrattuale; alle iniziative già esistenti, a partire da gennaio 2018 si è aggiunto anche il fondo rivolto ai lavoratori del settore dell’igiene ambientale (Previambiente).
Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, i fondi aperti totalizzavano 1,431 milioni di posizioni, in crescita di 56.000 unità (+4,1%) rispetto a dicembre 2017. Nei PIP “nuovi”, il totale degli iscritti era di 3,210 milioni, 106.000 unità in più (+3,4%).

Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni dalle forme pensionistiche complementari ammontavano, a fine settembre 2018, a 167,2 miliardi di euro; il dato non tiene conto delle variazioni nel periodo dei fondi pensione preesistenti e dei PIP “vecchi”.
Il patrimonio dei fondi negoziali, 51,2 miliardi di euro, risulta in crescita del 3,5%. Le risorse accumulate presso i fondi aperti corrispondevano a 20 miliardi di euro, mentre i PIP “nuovi” totalizzavano 30 miliardi; rispetto alla fine dell’anno precedente, l’aumento è stato, rispettivamente, del 4,2 e dell’8,7%.

Nei primi nove mesi del 2018 le tendenze dei mercati finanziari si sono riflesse sui risultati delle forme pensionistiche complementari, penalizzati dalle perdite in conto capitale scaturite dal rialzo dei rendimenti obbligazionari. I rendimenti aggregati, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati, nel periodo, in media marginalmente negativi per tutte le tipologie di forma pensionistica:  -0,1 e -0,2%, rispettivamente, per i fondi negoziali e i fondi aperti; -0,1 per i PIP “nuovi” di ramo III.
I recenti andamenti dei mercati finanziari incidono tuttavia in misura limitata su un periodo di osservazione più ampio. Rispetto a quanto registrato nel decennio trascorso da fine 2007, l’andamento fino a settembre 2018 ha inciso infatti solo per 0,2 punti percentuali sui rendimenti medi annui composti di tutte le forme complementari, che si mantengono largamente positivi. Nel periodo da fine 2007 a fine settembre 2018, i rendimenti sono risultati pari al 3,1% nei fondi negoziali, al 2,8% per i fondi aperti, al 2% per i PIP di ramo III. Nello stesso periodo, la rivalutazione media annua composta del TFR è stata pari al 2,1%. 

 

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(1) Per il precedente, si veda: “COVIP: i principali dati della previdenza complementare in Italia al 30 giugno 2018”, in Panorama Assicurativo n. 180, ottobre 2018 (Sezione “STATISTICHE”).
http://www.panoramassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=39979&est=1

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