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“Closing the gap: Leadership perspectives on promoting women in financial services”
Parità di genere

 

McKinsey analizza in questo report, anche sulla base di un’indagine apposita(1), il livello di parità tra i generi nel settore finanziario (banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio) negli Stati Uniti da una prospettiva particolare: quella delle cosiddette C-suite, cioè le posizioni di vertice delle imprese finanziarie, bancarie e assicurative.

A livello di numero di dipendenti, già oggi si può dire che la parità di genere è raggiunta.  Discorso diverso, però, è relativo alle opportunità di avanzamento di carriera e di sviluppo professionale delle donne.

Se, infatti, più del 90% delle imprese intervistate dichiara di avere una politica di parità di genere, solo il 19% delle posizioni di vertice nel settore finanziario è occupato da donne, quando la media USA per le imprese di tutti i settori economici risulta del 22%.

Questo costituisce un problema non solo di equità, ma anche di natura economica in quanto, secondo il report, si dimostra che le imprese che si posizionano nel quartile più elevato per la presenza di donne ai vertici sono anche in grado di ottenere le migliori performance.

Per quanto riguarda in particolare i servizi finanziari, bancari e assicurativi, una delle ragioni è che una maggiore presenza di dirigenti femminili sarebbe in grado di permettere una visione più articolata e olistica dei clienti: infatti, oltre la metà delle donne controlla le proprie finanze domestiche ed è responsabile dei risparmi e degli investimenti delle proprie famiglie.

Infine, risulta che le aziende che non attribuiscono importanza alla diversità di genere si trovano in una posizione di svantaggio nella ricerca di nuovi talenti.

 

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(1) Sono stati intervistati 14.000 dipendenti appartenenti a 39 imprese del settore finanziario statunitense e 12 donne in posizione di vertice.

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