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“Economic Insights: Protectionism on the rise, and here to stay” (19 September 2018)
Economia, protezionismo

 

Swiss Re ha recentemente inaugurato una nuova collana, Economic Insights, con un numero dedicato agli effetti economici delle politiche protezionistiche, in fase di rapida diffusione a livello globale(1).

Il protezionismo, si legge in apertura, non rappresenta nulla di nuovo: barriere commerciali non tariffarie erano diffuse ben prima dell’aumento delle tensioni fra Stati Uniti e Cina.
La novità, invece, è rappresentata dal progressivo abbandono degli accordi multilaterali in favore di accordi commerciali bilaterali e regionali.

Fino ad oggi, l’impatto dei nuovi dazi introdotti è stato limitato in quanto essi hanno interessato una quota modesta del commercio mondiale. Tuttavia, lo sviluppo di una vera e propria guerra commerciale potrebbe risultare molto dannosa e portare l’economia mondiale alle soglie di una recessione (a tale ipotesi, gli Autori attribuiscono una probabilità di realizzazione del 30%).

In termini quantitativi, l’applicazione di dazi del 10% su tutti i beni scambiati a livello mondiale potrebbe generare una perdita complessiva di PIL compresa fra l’1,5% e il 2,5% nei prossimi tre anni.

Con riguardo specifico all’attività assicurativa, fino ad ora l’impatto dei dazi sui premi è stato trascurabile. Nel breve periodo, i prezzi sono la determinante più importante del volume dei premi assicurativi; nel tempo, tuttavia, si ritiene che la raccolta premi sia negativamente influenzata dai più elevati dazi, in modo particolare nei rami trasporti e credito. Si stima che la diminuzione dell’1% del commercio mondiale riduca i premi del ramo trasporti marittimi dello 0,89% e di quelli del ramo corpi dello 0,8%. Per il ramo credito, ciò si tradurrebbe in un calo della raccolta premi dello 0,67%.
Un’area che potrebbe invece svilupparsi a seguito del crescente protezionismo è quella delle coperture contro i rischi politici.

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(1) Delle implicazioni macroeconomiche del crescente protezionismo si è occupata anche la Banca Centrale Europea, nel suo recente “Bollettino Economico” (n. 6/2018).
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/bollettino-eco-bce/2018/bol-eco-6-2018/index.html

 

 

 

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