“Sweden sets tough new conditions for premium pension firms” (12 settembre 2018)
Pensioni, Riforma

 

Il sistema previdenziale svedese si compone di tre pilastri: la componente pubblica, gli schemi pensionistici occupazionali – obbligatori per tutti i lavoratori occupati in settori che prevedono accordi collettivi nazionali – e le coperture volontarie, sia di natura collettiva che individuale.

Il pilastro pubblico, a sua volta, consiste di tre elementi:

  • le prestazioni basate sul reddito: sono finanziate con il criterio della ripartizione (“pay-as-you-go”) e rappresentano la parte principale del pilastro pubblico;
     
  • la “premium pension”: è finanziata a capitalizzazione ed è amministrata dalla Premium Pension Authority. Fino al 2,5% del reddito pensionabile è depositato in conti individuali scelti dagli aderenti. I lavoratori possono scegliere fino a un massimo di 5 fondi in cui investire, tra tutti quelli offerti da gestori indipendenti registrati (oltre 700). Il Governo, inoltre, ha costituito un fondo speciale per i lavoratori che non vogliono scegliere in autonomia: i contributi, in tal caso, sono autonomamente investiti nel Premium Saving Fund, gestito dal Seventh National Swedish Pension Fund (AP7);
     
  • la pensione garantita: subordinata a un test dei mezzi (“means testing”), fornisce una prestazione minima alle persone di oltre 65 anni che dispongono di un reddito molto basso e che risiedono in Svezia da almeno 40 anni.

La “premium pension” è stata, negli ultimi mesi, oggetto di vivace dibattito nel Paese scandinavo e, la scorsa primavera, il Parlamento ha approvato una serie di modifiche al suo funzionamento allo scopo di rendere il sistema più efficace e trasparente.

Tra le nuove disposizioni:

  • un più ampio accordo di collaborazione fra la Swedish Pension Agency (che gestisce la piattaforma) e i fondi registrati;
     
  • i fondi devono avere almeno tre anni di attività e fornire tre anni di rendimenti;
     
  • i fondi devono possedere almeno 500 milioni di corone in capitale;
     
  • divieto di vendita telefonica;
     
  • più intensa attività di vigilanza da parte dell’Autorità sui fondi registrati.
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