“SIGMA No 4/2018: Profitability in non-life insurance: mind the gap” (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE)
"Sigma No 4/2018: Restoring profitability in non-life"
"Improved economic momentum alone will not close current profitability gaps in major non-life insurance markets, sigma says" - PRESS RELEASE, 08.09.2018
Assicurazione danni, Redditività

 

L’ultimo numero della rivista "Sigma" (n. 4/2018), edita da Swiss Re, è dedicato alla situazione attuale e prospettica dell’assicurazione danni a livello globale, con un focus sui principali nove mercati: Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Giappone, Germania, Francia, Italia, Canada e Australia.

I dati contenuti nel report evidenziano che è stato raggiunto un "punto di svolta" nella lunga discesa dei prezzi che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni. È ora necessario un miglioramento dei margini tecnici, stimato tra il 5% e il 9% dei premi, al fine di raggiungere in futuro livelli di ROE del 10%.

Nella media dello scorso decennio il ROE di settore, infatti, è stato pari al 6,5%; un livello relativamente contenuto, influenzato dalla crisi finanziaria e dal numero elevato di calamità naturali verificatesi.

È peraltro da tenere presente che, nel lungo termine, la media del ROE delle imprese di assicurazione è stato uguale, se non maggiore, a quella delle imprese di altri settori economici. Il costante afflusso di nuovi capitali testimonia la relativa appetibilità degli investimenti nelle assicurazioni danni.

Recentemente, tuttavia, questo non è stato più vero e il ROE assicurativo è risultato più basso di quello di altri settori, il che rischia di ridurre l’afflusso di nuovi capitali. Inoltre, i cicli assicurativi risultano sempre più integrati a livello mondiale ed evidenziano durate maggiori. Anche se l’attuale ciclo economico moderatamente positivo probabilmente continuerà, non sono però prevedibili miglioramenti negli attuali livelli di redditività a meno che non vengano introdotti aumenti dei prezzi sufficienti a coprire i maggiori costi dei sinistri.

Miglioramenti che, conclude il report, potrebbero invece essere generati da investimenti in nuove tecnologie, con margini più elevati, e da una conseguente maggiore capacità di assicurare rischi sempre più complessi.

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