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Davide L. VETRANO (a cura di)
“Indagine ADI 2018: chi la fa, come si fa e buone pratiche” (Webpage di presentazione, 17 luglio 2018)
“L’assistenza domiciliare in Italia: chi la fa, come si fa e buone pratiche” (Indagine)
ITALIA LONGEVA - Rete Nazionale di Ricerca sull'Invecchiamento e la Longevità Attiva
http://www.italialongeva.it/
Assistenza, Long-term care

 

È stata recentemente presentata la 2a edizione dell’indagine sull’assistenza domiciliare nel nostro Paese, realizzata da Italia Longeva.

Secondo l’indagine, il trend dell’offerta di cure domiciliari agli anziani si conferma in crescita (+0,2% rispetto al 2016), ma resta ancora un privilegio per pochi: ne gode solo 3,2% degli over 65 residenti in Italia, con una forte variabilità a seconda delle aree del Paese  - se non all’interno della stessa Regione -  per quanto riguarda l’accesso al servizio, le prestazioni erogate rispetto quelle inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi.

Mediamente, le ASL coinvolte nell’indagine garantiscono ai loro anziani l’87% delle 31 prestazioni a più alta valenza clinico-assistenziale previste nei LEA, arrivando, in alcuni casi, ad offrire fino al 100% dei servizi (come avviene a Catania, Chieti e Salerno). Un’evidente disomogeneità riguarda invece il numero di accessi in un anno – si va da un minimo di 8 a un massimo di 77 nella ASP Potenza – e le ore di assistenza dedicate al singolo anziano, che oscillano da un minimo di 9 a un massimo di 75 nella ASL Roma 4.
In tutti i casi, si tratta di interventi principalmente a carattere infermieristico e, a seguire, fisioterapico e medico. All’ampia variabilità in termini di assistiti e attività erogate, corrispondono anche costi differenti per la singola presa in carico, che variano dai 543 euro della Ats Montagna agli oltre 1000 euro della ASP Potenza, e non sempre a un maggior carico assistenziale corrisponde una spesa più elevata.

Mentre la cronicità dilaga e la disabilità diventerà la vera emergenza del futuro – tra dieci anni interesserà 5 milioni di anziani – l’assistenza domiciliare continua ad avere un ruolo marginale e a essere fortemente sottodimensionata rispetto ai bisogni dei cittadini. Con il risultato che gli anziani continuano ad affollare i Pronto Soccorso, mentre i familiari sono alla disperata ricerca di badanti cui affidare i propri cari dimessi dall’ospedale, sempre che possano permetterselo.

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