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“Man-made risks forecast to cost world’s cities $320bn each year on average” (MEDIA RELEASE, 06.06.2018)
“Lloyd’s City Risk Index” (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE)
LLOYD’S OF LONDON - https://www.lloyds.com/
UNIVERSITY OF CAMBRIDGE - Judge Business School - https://www.jbs.cam.ac.uk/home/
Catastrofi man-made

 

Il Lloyd’s City Risk Index –  report realizzato dai Lloyd’s of London in collaborazione con l’Università di Cambridge   è uno studio, svolto su scala mondiale, nell’ambito delle catastrofi man-made, al fine di misurare e valutare gli impatti di 22 tipologie di rischio sulla performance economica di 279 città(1). Si tratta, nello specifico, di agglomerati urbani in grado, nel complesso, di produrre PIL per 35.400 miliardi di dollari.

Come sottolineato nel documento, fattori di rischio quali crisi di mercato, cyber crime, conflitti/instabilità geopolitica rappresentano minacce tanto serie quelle costituite da inondazioni, uragani, terremoti, vulcanesimo; le stime riportate nel report indicano che i  man-made risks sono in grado di mettere a rischio una quota di PIL  annuo pari a 320,1 miliardi di dollari (ai quali  vanno sommati 226,4 miliardi sul fronte calamità naturali). 

Vengono identificati, in particolare, i seguenti key trends:

  • aumento degli impatti derivanti dai rischi man-made, ai quali è riconducibile il 59%  del PIL complessivo a rischio (GDP@risk). Eventuali crisi finanziarie rappresentano una minaccia grave (103,3 miliardi/anno di PIL a rischio), seguite dall’instabilità geopolitica e dai conflitti tra Stati (80 miliardi/anno);
  • i mutamenti climatici continuano a rappresentare il maggiore fattore di rischio, al quale è riconducibile un “GDP@risk” pari a 123 miliardi (valore presumibilmente in aumento, posta la sempre maggior frequenza degli eventi climatici estremi);
  • la quota di rischio più consistente si concentra in poche città:  le 10 città con il più alto  “GDP@risk” concentrano, tutte insieme, un ammontare annuo di valore economico potenzialmente  a rischio pari a 126,8 miliardi di dollari;
  • una reale priorità è rappresentata dalla necessità di “investire in resilienza” (ad esempio: difese anti-inondazione,  cybersecurity/firewalls)  e di favorire la diffusione dello strumento assicurativo. Secondo il report, ciò permetterebbe di abbassare il livello di “GDP@risk” nella misura di 73,4 miliardi.

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(1) Sullo stesso tema, si veda: “La città futura: tra nuovi rischi e capacità di affrontarli. Report Lloyd’s”, in Panorama Assicurativo n. 163, maggio 2017 (Sezione “NEWS”).
http://www.panoramassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=38660&est=1

STATISTICHE