Carolin NERLICH, Joachim SCHROTH
“The economic impact of population ageing and pension reforms” (Bollettino economico BCE - n. 2/2018, pp. 85-109)
Demografia, Pensioni

 

Un ampio studio, contenuto nell’ultimo Bollettino economico della Banca Centrale Europea (BCE), evidenzia che le dinamiche demografiche sono destinate ad avere un impatto rilevante sulle prospettive di crescita economica e sulle politiche fiscali nell’area dell’euro.

L’invecchiamento, infatti, comporterà un calo dell’offerta di lavoro, con probabili effetti negativi, ceteris paribus, sulla produttività. Risparmio e investimenti, inoltre, saranno influenzati nel tempo dalla dimensione delle diverse coorti di età della popolazione e dai conseguenti cambiamenti dei comportamenti di consumo e di risparmio.

L’invecchiamento è destinato a modificare anche i prezzi relativi di beni e servizi, con un probabile incremento della domanda di questi ultimi.
Ne consegue che si verificheranno, nell’area dell’euro, pressioni al rialzo sulla spesa pubblica per pensioni, sanità e assistenza.

A fronte di queste dinamiche, ben conosciute, molti Paesi hanno già adottato riforme dei sistemi pensionistici, in particolare dopo la crisi di inizio decennio sul mercato dei debiti sovrani.

Se le riforme aiuteranno a ridurre gli effetti dell’invecchiamento sulla spesa pubblica, non è però chiaro quali potranno essere le implicazioni di carattere macroeconomico, con riguardo in particolare alle prospettive di sviluppo a lungo termine. Gli effetti sui tassi di interesse reali e sull’inflazione sono, nel lungo periodo, controversi e difficili da stimare, anche se l’ipotesi di una tendenza alla stagnazione, con i conseguenti effetti sulla sostenibilità dei bilanci pubblici e previdenziali, non è da scartare.

Secondo i modelli sviluppati nello studio, l’innalzamento dell’età di pensionamento costituisce la misura con il maggiore impatto positivo sia sulla sostenibilità della spesa pensionistica sia sulle prospettive di sviluppo economico a lungo termine. Altre misure, quali l’aumento del tasso di contribuzione o la riduzione del tasso di sostituzione delle pensioni, hanno effetti minori sugli equilibri di bilancio o addirittura negativi sulle prospettive di crescita.

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