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Michal Andrle ; Shafik Hebous ; Alvar Kangur ; Mehdi Raissi
“Italy: Toward a Growth-Friendly Fiscal Reform” (16 marzo 2018)
IMF - INTERNATIONAL MONETARY FUND
http://www.imf.org/external/index.htm
Finanza pubblica, Pensioni

 

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha dedicato un working paper alle politiche di finanza pubblica in Italia e, in particolare, all’effetto delle riforme pensionistiche sull’equilibrio a lungo termine dei conti statali.

Secondo il Fondo, sono molte le ipotesi eccessivamente ottimistiche sottostanti alle previsioni sulla spesa pubblica adottate, ad esempio, nel DEF.

In particolare, si ipotizzano tassi di crescita del PIL che, recentemente, non si sono mai realizzati. Inoltre, i trend della spesa pubblica primaria si sono rivelati, a partire dall’ingresso nell’euro ma anche dopo la grande crisi finanziaria, superiori alla media europea.

Sono tendenze alle quali ha contribuito, in particolare, il settore della previdenza pubblica. Malgrado le riforme radicali, infatti, è proseguita una crescita della spesa previdenziale superiore allo sviluppo potenziale del prodotto interno.

La necessità di mantenere l’equilibrio di bilancio costringe così – almeno fino a quando non si dispiegheranno, nel lungo termine, gli effetti delle riforme pensionistiche – a un livello di pressione fiscale che costituisce un vincolo allo sviluppo economico.

Se si aggiunge che la previdenza pubblica già adesso prevede contributi tra i più alti al mondo, insieme a larghe sacche di privilegio, la situazione in prospettiva presenta diverse criticità.

La strada dell’equilibrio del bilancio pubblico deve coniugarsi con lo sviluppo economico; per ottenere questo obiettivo saranno necessarie riforme di carattere strutturale, come un sistema di tassazione che aumenti il peso a carico di consumi e beni immobili (comprese le prime case) alleggerendo la pressione sui fattori di produzione. Sarà infine importante ridurre gli ancora esistenti privilegi del sistema previdenziale.

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