“Reconciling risk sharing with market discipline: A constructive approach to euro area reform” (CEPR Policy Insight no. 91, Jan. 2018)
"Counterproductive Proposals on Euro Area Reform by French and German Economists" (CEPS – “Policy Insight”no. 2018/04, Feb. 2018)
CEPR - CENTER FOR ECONOMIC POLICY RESEARCH - https://cepr.org/
CEPS CENTRE FOR EUROPEAN POLICY STUDIES - https://www.ceps.eu/
Unione Monetaria

 

La creazione di un’unione monetaria di Stati sovrani è un obiettivo ambizioso, anche quando riguarda Paesi strettamente integrati e che presentano istituzioni comuni.
La crisi di inizio decennio ha mostrato le debolezze dell’architettura iniziale dell’area euro, la forza dell’impegno degli Stati e dei cittadini per la sua salvaguardia, la diversità di vedute quanto alla sua riforma.

L’obiettivo, oggi, è quello di incorporare le preferenze collettive per l’integrazione in assetti istituzionali che siano robusti e accettabili da tutti i partecipanti al progetto.
Sotto quest’ultimo profilo, gli Autori elaborano nel paper un pacchetto di proposte composto da sei elementi principali:

  • primo, spezzare il circolo vizioso tra banche e titoli del debito sovrano tramite l’introduzione coordinata, da un lato, di requisiti patrimoniali per il rischio di concentrazione sui sovereign bonds e, dall’altro, di un sistema comune di assicurazione dei depositi;
  • secondo, sostituire l’attuale sistema di regole fiscali incentrate sul “deficit strutturale” con una semplice regola di spesa governata da un obiettivo di riduzione del debito pubblico sul lungo termine;
  • terzo, prevedere una procedura ordinata di ristrutturazione del debito per quei Paesi la cui solvibilità non può essere ripristinata tramite strumenti di mercato;
  • quarto, creare un fondo europeo, finanziato da contributi nazionali, che aiuti i Paesi membri ad assorbire i più importanti shock economici;
  • quinto, creare un titolo europeo sintetico “sicuro” che possa costituire per gli investitori un’alternativa ai titoli di Stato nazionali;
  • sesto, riformare l’architettura istituzionale dell’area euro.

La realizzazione di queste riforme rappresenterebbe – secondo gli Autori – un cambio di passo decisivo per l’area euro, con un significativo miglioramento della sua stabilità finanziaria, della coesione politica, della capacità di garantire benessere ai cittadini, affrontando nel contempo le priorità e le preoccupazioni dei Paesi membri.

Al documento preparato dai 14 economisti francesi e tedeschi ha risposto un paper di Marcello Messori e Stefano Micossi, che ritengono le proposte formulate non condivisibili.
Secondo i due Autori, tali proposte alimentano il rischio di instabilità e indeboliscono le difese dell’area euro contro shock finanziari. Pertanto, esse non costituiscono la base per un compromesso praticabile sul futuro della governance dell’area euro.

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