“Finalizzazione delle riforme di Basilea III” (NEWS RELEASE, Banca d'Italia - 07.12.2017)
BIS - "Governors and Heads of Supervision finalise Basel III reforms" (NEWS RELEASE E DOCUMENTI CORRELATI - 07.12.2017)
BIS - "Basel III: Finalising post-crisis reforms" (REPORT - Dec. 2017)
BIS - "The regulatory treatment of sovereign exposures" (REPORT, Issued for comment by 9 March 2018 - Dec. 2017)
BIS - BANK FOR INTERNATIONAL SETTLEMENTS - https://www.bis.org/
Banca, Requisiti patrimoniali

 

Banca d’Italia segnala che il Gruppo dei Governatori delle Banche centrali e dei Capi delle Autorità di vigilanza (Group of Central Bank Governors and Heads of Supervision - GHOS) ha raggiunto, il 7 dicembre scorso, un accordo sulla finalizzazione del pacchetto di riforme regolamentari noto come "Basilea III".

L'accordo rappresenta il completamento del quadro regolamentare dopo la crisi finanziaria globale, introduce un insieme di regole che rafforzano la solidità delle banche e contribuisce a ridurre l'incertezza regolamentare sul sistema bancario internazionale.

L'obiettivo principale dell'accordo è quello di ridurre l'eccessiva variabilità nel calcolo delle attività ponderate per i rischi (Risk Weighted Assets, RWA) tra le banche. Un'eccessiva variabilità, infatti, riduce la comparabilità tra i coefficienti di capitale, mina la fiducia degli operatori di mercato sulle metodologie di calcolo dei requisiti patrimoniali sviluppate internamente dalle banche, aumenta il costo dei fondi raccolti dagli intermediari sul mercato.

Le riforme entreranno in vigore il 1° gennaio 2022; al fine di garantire una introduzione graduale delle nuove regole è previsto un regime transitorio della durata di cinque anni.
Il GHOS ha deciso di posticipare al 1° gennaio 2022 anche l'entrata in vigore della "Revisione complessiva del portafoglio di negoziazione" (Fundamental Review of the Trading Book, FRTB), originariamente fissata al 1° gennaio 2019.

Il pacchetto di riforme approvato introduce le seguenti,  principali novità:

  • un nuovo approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito;
  • vincoli all'utilizzo dell'approccio basato sui modelli interni (Internal Rating Based, IRB) per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito;
  • un nuovo approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo, che sostituirà tutti gli attuali approcci, incluso il Metodo Avanzato di Misurazione (Advanced Measurement Approach, AMA);
  • un buffer addizionale di capitale per le istituzioni a rilevanza sistemica globale nell'ambito della disciplina sull'indicatore di leva finanziaria (Leverage Ratio);
  • un output floor, che fisserà un livello minimo ai requisiti patrimoniali calcolati sulla base dei modelli interni pari - a regime -  al 72,5% di quelli calcolati sulla base dei metodi standardizzati.

L'introduzione dell'output floor, in particolare, contribuirà alla riduzione dell'eccessiva variabilità nel calcolo delle attività ponderate per i rischi, favorendo così la trasparenza e la parità concorrenziale.

Al fine di favorire il finanziamento delle piccole e medie imprese, l'accordo prevede - in linea con quanto già in vigore nell'Unione europea - un trattamento preferenziale per le esposizioni verso queste controparti nell'ambito della metodologia standardizzata per il rischio di credito. Inoltre, alle esposizioni garantite da ipoteche su immobili residenziali, ritenute relativamente meno rischiose, si applicheranno requisiti patrimoniali generalmente più contenuti rispetto alle regole attualmente vigenti. Si tratta di previsioni importanti per il mercato italiano.

E’ stato anche comunicato che il Comitato di Basilea ha completato la revisione del trattamento regolamentare delle esposizioni sovrane con la pubblicazione di un Discussion Paper sul tema. Tuttavia, dato che non è stato possibile raggiungere un consenso sull'opportunità di rivedere il trattamento al momento in vigore  - che rimane quindi invariato -,  il Comitato ha deciso di non sottoporre a consultazione pubblica le possibili opzioni regolamentari illustrate nel Paper.

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