STATISTICHE
“Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie - Anno 2016” (PRESS RELEASE e REPORT STATISTICO, 06.12.2017)
ISTAT- ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
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Famiglie, Reddito

 

ISTAT ha recentemente pubblicato un nuovo Report dedicato alle condizioni di vita delle famiglie italiane.

I dati mostrano una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie (riferito al 2015), associata a un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale.

Il reddito netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, è risultato pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014).

La crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata.

Metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Il reddito mediano cresce nel Mezzogiorno in misura quasi doppia rispetto a quella registrata a livello nazionale (+2,8% rispetto al 2014), rimanendo però a un livello molto inferiore (20.557 euro, circa 1.713 mensili).

L'aliquota media del prelievo fiscale a livello familiare è del 19,4%, in lieve calo rispetto al 2014 (-0,25 punti percentuali). Si riduce il carico fiscale sulle prime due classi di reddito (0-15.000, 15.000-25.000 euro) delle famiglie con principale percettore un lavoratore dipendente, per gli effetti della detrazione Irpef di 80 euro.

Nel 2016 si stima che il 30% delle persone residenti in Italia sia a rischio di povertà o esclusione sociale, registrando un peggioramento rispetto all'anno precedente quando tale quota era del 28,7%.

Aumentano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1%, da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%).

Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015). Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Nel Centro un quarto della popolazione (25,1%) permane in tale condizione.

Le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7%, come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale dal 31,6%, al 34,9%, per le seconde dal 22,4% al 25,2%.

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