Graeme DOUGLAS, Joseph NOSS, Nicholas VAUSE
“The impact of Solvency II regulations on life insurers’ investment behaviour”
Staff Working Paper n. 664
BOE - BANK OF ENGLAND
http://www.bankofengland.co.uk/
Solvency II, Investimenti, Prociclicità

Bank of England ha recentemente pubblicato uno Staff Working Paper (WP 664) dedicato all’impatto di Solvency II sugli investimenti delle imprese assicuratrici nel Regno Unito.

Vengono stimati gli effetti sugli incentivi a mantenere in portafoglio diverse tipologie di attivi e sono analizzate le modalità secondo cui tali asset holdings potrebbero modificarsi a seconda di ipotetici cambiamenti nei prezzi di mercato.
Per far questo, gli Autori definiscono un modello strutturale di patrimonio netto delle imprese (firms’ equity), valutando il loro comportamento di investimento sulla base di differenti regimi regolamentari.

Dai risultati dell’analisi emerge che Solvency II:

  • da un lato, sarebbe in grado di proteggere parzialmente la solvency position   delle imprese assicuratrici dalla flessione dei prezzi relativi ad attivi rischiosi;
  • dall’altro, potrebbe incoraggiare certe tipologie di imprese a sostituire attivi rischiosi con altri più “sicuri” (de-risking), a seguito di una flessione dei tassi di interesse risk-free.

Quanto precede è conseguenza delle modifiche al risk margin, che – nella sua attuale struttura, secondo quanto previsto da Solvency II – riduce la solvency position delle imprese assicuratrici a seguito di un calo dei tassi di interesse privi di rischio, incoraggiando così la vendita di attivi rischiosi al fine di ridurre la probabilità di insolvenza.

Il modello suggerisce anche che - una volta portata a termine la completa implementazione di Solvency II (nel 2032) -  le imprese vita britanniche potrebbero aver ridotto in misura consistente il loro portafoglio di attivi rischiosi e di lungo termine. Nel modello, anche questo comportamento è guidato dal risk margin, che - aumentando la volatilità della solvibilità degli assicuratori – incoraggia il de-risking al fine di ridurre la variabilità del portafoglio di attivi.

In sostanza, il paper fornisce un framework di valutazione per definire come eventuali modifiche all’attuale quadro normativo potrebbero alterare il comportamento delle compagnie sul piano degli investimenti. Un’ulteriore opportunità di sviluppo del lavoro potrebbe riguardare la valutazione dell’impatto dell’eventuale introduzione di strumenti di policy macroprudenziale già in uso presso altri settori finanziari (ad esempio, i countercyclical capital tools del settore bancario).

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