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“La situation des assureurs soumis à Solvabilité II en France au quatrième trimestre 2016”
Analyses et Sinthèses n. 81, Maggio 2017
ACPR – BANQUE DE FRANCE
http://acpr.banque-france.fr
Solvency II

In un contesto finanziario contraddistinto da bassi tassi di interesse e forte volatilità degli spread sui titoli di Stato, il settore assicurativo francese nel 2016 ha mostrato una buona capacità di rispondere alle criticità congiunturali.

Il documento di ACPR, Autorità di vigilanza prudenziale, prende in considerazione i dati forniti delle compagnie assicuratrici transalpine nell’ambito degli adempimenti di reporting previsti da Solvency II al 4° trimestre 2016.
Il set di dati permette di avere un quadro della situazione riferita all’intero esercizio.

I dati del mercato risultano ampiamente in linea con i requisiti patrimoniali previsti dal nuovo regime di solvibilità: il solvency ratio si è infatti attestato al 222%.
Rispetto ai primi tre trimestri del 2016, nel quarto trimestre si è osservato un aumento del Solvency ratio più accentuato per i gruppi che per le singole compagnie. Questa dinamica è spiegabile, secondo l’Autorità, con l’aumentata disponibilità, per i gruppi, di fondi propri ammissibili alla copertura del requisito patrimoniale.
Osservando le singole compagnie, il valore medio si è attestato al 202% per quelle vita e al 276% per quelle danni.

La raccolta premi dei principali gruppi assicurativi ha garantito la copertura degli oneri per sinistri e spese.

Il portafoglio di investimenti dei gruppi assicurativi non ha subito significative variazioni nel 2016. A fronte di bassi tassi di interesse, i gruppi non hanno evidenziato una maggiore propensione verso forme di impiego più rischiose.
La voce principale di investimento si è confermata quella in titoli obbligazionari (70%).
Gli impieghi in quote di organismi di investimento collettivo hanno visto la netta prevalenza di quelli obbligazionari (70%) rispetto a quelli azionari (14%).

Fra le singole compagnie, la quota di impiego in organismi di investimento nazionali era nell’ordine del 50%.

Con riguardo alla tipologia di soggetti emittenti, il 28% degli impieghi era rivolto alle amministrazioni pubbliche, il 26% a società finanziarie, il 24% a società non finanziarie e il 22% a istituzioni finanziarie e monetarie.

STATISTICHE