STATISTICHE
Beth FITZGERALD, Robert GORDON
“Property/Casualty Insurance Results: 2016”
PCI – PROPERTY CASUALTY INSURERS ASSOCIATION OF AMERICA
http://www.pciaa.net
Analisi dei mercati, Assicurazione danni

L’Associazione delle compagnie Property & Casualty degli Stati Uniti (PCI) ha pubblicato una nota con i dati principali sull’andamento del business nel 2016.

I premi incassati nell’anno si sono attestati a 523,5 miliardi di dollari (470 miliardi di euro), in aumento del 3,4%, mentre gli oneri per sinistri sono cresciuti dell’8%, portandosi a 378,3 miliardi (339 miliardi di euro). Nel contempo, le spese di sottoscrizione hanno raggiunto 2,3 miliardi di dollari (2 miliardi di euro), il 2,3% in più rispetto all’anno precedente.
La gestione tecnica ha segnato un saldo negativo di 4,7 miliardi di dollari (4,2 miliardi di euro), a fronte del saldo attivo di 8,9 miliardi di dollari (8 miliardi di euro) del 2015, mentre il combined ratio si è innalzato di 2,9 punti, raggiungendo il livello di 100,7%.

Questo andamento è spiegato da PCI principalmente con l’innalzamento degli oneri per sinistri. Il +8% registrato nell’anno si discosta significativamente dalla variazione 2015 (pur in aumento del 4,6%) e riflette i maggiori oneri dovuti a eventi catastrofali: i 23,3 miliardi di dollari (21 miliardi di euro) erogati nell’anno per tali eventi corrispondono al 39,5% in più rispetto al 2015. Ad essi si è accompagnato un aumento del 6,4% degli oneri per le altre tipologie di sinistro.  

Segnali poco soddisfacenti sono arrivati anche dalla gestione finanziaria.
I proventi netti da investimento (dividendi e interessi su titoli) sono scesi a 46,3 miliardi di dollari (41,5 miliardi di euro), il 2% in meno in un anno: si tratta del livello più basso dal 2004.
Se ai proventi netti si aggiungono i capital gain realizzati nell’anno, si ottengono proventi finanziari per 53,7 miliardi di dollari (48,2 miliardi di euro), il 5,2% in meno rispetto al 2015.

Il comparto ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 42,6 miliardi di dollari (38,2 miliardi di euro), con una flessione della redditività nell’ordine del 25% rispetto al 2015.

 

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