STATISTICHE
“Indagine sul ricorso alla rendita vitalizia. Esercizi 2013-2015”
ANIA-ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE IMPRESE ASSICURATRICI
www.ania.it
Assicurazione vita, Rendite

 

ANIA ha recentemente pubblicato i risultati dell’indagine sul ricorso alla rendita vitalizia relativa agli anni 2013-2015(1).
La rilevazione statistica ha coinvolto tutte le imprese italiane ed extra-UE operanti nel settore vita.

Sono state analizzate distintamente due tipologie di contratto: quella di capitale con opzione di conversione in rendita  e quella di rendita differita. Per ciascuna di queste tipologie si è proceduto al calcolo di alcuni indicatori statistici allo scopo di misurare il fenomeno della propensione alla rendita vitalizia, sia in termini di numero di contratti sia in termini di capitali maturati esigibili in forma di rendita.

Nel triennio 2013-2015 il numero complessivo dei contratti (di capitale e di rendita differita) giunti a scadenza è stato pari a 2,8 milioni, a fronte di un ammontare di capitali pari a 63,1 miliardi di euro (di cui oltre il 90% relativo a contratti di capitale sia in termini di numero sia in termini di importo). Il capitale medio maturato è stato pari a 22.725 euro, di cui 22.087 euro relativamente a contratti di capitale e 31.758 euro relativamente a capitali di copertura di contratti di rendita differita.

In merito ai contratti che hanno dato luogo al pagamento della rendita, l'importo medio complessivo dei capitali maturati è stato pari a 38.334 euro: nel dettaglio, i contratti di capitale hanno registrato un ammontare medio pari a 47.829 euro, superiore di circa 10.000 euro a quello dei contratti di rendita differita (37.286 euro). Nell’ultimo anno analizzato l’importo medio dei contratti di capitale si è attestato a 51.574 euro, l’ammontare più alto mai rilevato, superiore di circa 1.000 euro rispetto all’anno precedente e di 10.000 euro rispetto al 2013; trend opposto si osserva, invece, per quello relativo alle rendite differite, altalenante nel triennio analizzato, quando era pari a quasi 37.500 euro nel 2013, fino a raggiungere i 38.000 euro l’anno successivo e infine, nel 2015, scendere agli importi già registrati nel 2012, sotto i 36.500 euro.

La propensione alla rendita – cioè il rapporto tra le rendite attivate (sia come numero che come importo) e i contratti in scadenza – si conferma piuttosto contenuta, specialmente per quanto riguarda i contratti stipulati in forma di capitale.
In termini di numero di contratti complessivi, nel triennio la media ponderata del tasso di propensione alla rendita è stata dello 0,296% (0,274% registrato nella precedente edizione della statistica), a seguito di tassi annui in progressivo aumento fino allo 0,309% nel 2015.
In termini di importi complessivi, la media ponderata del tasso di propensione alla rendita è stata dello 0,499% (valore pressoché stazionario rispetto allo 0,498% registrato nella precedente edizione della statistica), con l’esercizio 2015 che registra il tasso annuo più basso del triennio e pari allo 0,487%.

______________________

(1) Per la precedente indagine, si veda: “ANIA, indagine sul ricorso alla rendita vitalizia. Esercizi 2012-2014”, in Panorama Assicurativo n. 155, settembre 2016 (sezione “Statistiche”)
http://www.panoramaassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=38035&est=1

NEWS