STATISTICHE
“Les chiffres du marché français de la banque et de l’assurance 2015”
ACPR – BANQUE DE FRANCE
http://acpr.banque-france.fr
Analisi dei mercati


ACPR – l’Autorità di vigilanza prudenziale sul sistema finanziario francese – ha pubblicato il rapporto annuale sull’andamento dei settori bancario e delle assicurazioni.

Il mercato assicurativo francese ha fortemente risentito della persistenza dei bassi tassi di interesse. Ne è la riprova l’erosione dei rendimenti finanziari conseguiti dagli operatori, fatto che ha reso necessaria un progressiva revisione al ribasso dei tassi di partecipazione agli utili offerti sui contratti vita.

Nel 2015 si è confermata la tendenza – già osservata negli esercizi precedenti – alla riduzione nel numero di operatori attivi nel settore. Considerando l’insieme degli operatori – compagnie assicuratrici, riassicuratrici, mutue e istituti di previdenza – il numero è passato da 909 a 826 (-9%), principalmente per la diminuzione delle compagnie mutue.

Il totale degli attivi del settore a fine esercizio ha raggiunto i 2.407 miliardi di euro, il 4,5% in più su base annua. Includendo nel conteggio le plusvalenze latenti, il totale raggiunge 2.678 miliardi di euro, il 10% in più rispetto al 2014.

La composizione degli impieghi a fine 2015 è risultata condizionata dalle disposizioni previste da Solvency II: la componente obbligazionaria – e di altri titoli a reddito fisso – è passata al 66,3%, confermando una progressiva diminuzione dal 2012, anno in cui la loro quota era al 68%. La quota impiegata in azioni è rimasta sostanzialmente stabile rispetto agli ultimi esercizi (12,2%).

Il comparto vita ha raccolto premi per 166,9 miliardi di euro, l’8,2% in più nell’anno, e conseguito un saldo tecnico positivo di 8 miliardi di euro (+27%). 
Nel settore danni i premi incassati si sono attestati a 127,3 miliardi di euro, il 2,2% in più rispetto al 2014, mentre la gestione tecnica ha segnato un saldo in crescita del 13% per 5,9 miliardi di euro.

Considerando il settore nel suo complesso, l’esercizio si è chiuso con un utile netto di 12,7 miliardi di euro, ossia 2,1 miliardi di euro in più rispetto all’esercizio precedente (+19,8%). Il ROE è passato dal 6,7% al 7,4%.

 

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