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“BES 2016: il benessere equo e sostenibile in Italia”
ISTAT–ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
www.istat.it
Economia

L’Istat ha presentato la quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile” (Bes 2016)(1).

Il Report analizza i fattori che hanno un impatto diretto sul benessere umano e sull’ambiente attraverso 12 aree – salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi –, articolati in 130 indicatori.

Quest'anno, il Rapporto presenta due importanti novità:

  • l'inclusione degli indicatori di benessere equo e sostenibile tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, come previsto dalla riforma della Legge di bilancio, entrata in vigore nel settembre 2016;
     
  • l'approvazione da parte delle Nazioni Unite dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e dei 17 obiettivi con i quali vengono delineate a livello mondiale le direttrici dello sviluppo sostenibile dei prossimi anni.

Ecco una sintesi dei “messaggi chiave” per ciascuna delle aree considerate:

  • salute: si arresta l’aumento della vita media, sempre in calo la mortalità precoce;
  • istruzione e formazione: livelli di istruzione e formazione sempre più alti;
  • lavoro e conciliazione dei tempi di vita: prosegue il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro;
  • benessere economico: i segnali di miglioramento non sono ancora diffusi tra le fasce più deboli della popolazione;
  • relazioni sociali: diminuiscono soddisfazione per la rete familiare e amicale e partecipazione politica;
  • politica e istituzioni: ancora bassa la fiducia nelle istituzioni, sempre più donne nei luoghi decisionali;
  • sicurezza: migliora la sicurezza dei cittadini;
  • benessere soggettivo: aumenta la soddisfazione ma anche l’incertezza per il futuro;
  • paesaggio e patrimonio culturale: segnali di arretramento per tutela e valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale;
  • ambiente: segnali di miglioramento ma persistono ritardi e difficoltà strutturali;
  • ricerca e innovazione: innovare rimane difficile;
  • qualità dei servizi: ancora differenze territoriali nell’erogazione dei servizi.

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(1)   Per l’edizione 2015, si veda: “ISTAT: 3a edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile”, in Panorama Assicurativo n. 148, febbraio 2016 (sezione “News”)
http://www.panoramaassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=37410&est=1

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