“Fondi sanitari, la necessità di un riordino”
Position Paper, maggio 2015
ANIA-ASSOCIAZIONE NAZIONALE FRA LE IMPRESE ASSICURATRICI
www.ania.it
Assicurazione malattia, Sanità

ANIA ha pubblicato un Position Paper dedicato al sistema sanitario e alla sanità integrativa in Italia.
Il sistema sanitario del nostro Paese è caratterizzato dalla centralità della sanità pubblica e dal principio dell’universalità, con una gestione la cui responsabilità è affidata ai diversi livelli di governo (centrale e locale).

Questa governance produce una grande eterogeneità territoriale del livello del servizio garantito anche se, nel confronto internazionale, il sistema sanitario italiano si pone su livelli di eccellenza. Vi sono, tuttavia, problemi quali le lunghe liste di attesa, il razionamento di fatto dell’offerta di servizi e il grado elevato della spesa out of pocket, ossia la spesa sanitaria privata direttamente pagata dai cittadini.

In sostanza, si tratta di immaginare un nuovo sistema sanitario, che rimanga universale ma lo sia in via selettiva: un sistema che garantisca l’universalità alla quota più ampia possibile di cittadini, ma che favorisca la nascita di un sistema sanitario integrativo per quei cittadini che – dal punto di vista reddituale – possono contribuire al finanziamento del sistema.

Per ottenere questi obiettivi è necessario ripensare e razionalizzare la sanità integrativa in Italia: un sistema che  - tra fondi “doc”, fondi “non-doc”, società di mutuo soccorso e polizze sanitarie - coinvolge attualmente circa dieci milioni di italiani, iscritti a qualche forma di integrazione della sanità pubblica.
In tale contesto, l’industria assicurativa (con una raccolta premi che nel 2014 ha superato i 2 miliardi di euro)  chiede che siano armonizzati gli incentivi,  anche di carattere fiscale, che attualmente vanno a svantaggio dei prodotti assicurativi e, in generale, delle forme individuali di copertura.

Secondo il Position Paper ANIA  (contenente un’ampia e articolata analisi,  anche statistica,  del sistema sanitario pubblico e privato nel nostro Paese) è necessario avviare un programma che -  ripensando la sanità, anche alla luce dei grandi fenomeni di carattere demografico dei prossimi anni - permetta lo sviluppo del sistema sanitario integrativo in un quadro di regole omogenee e armonizzate.

 

 

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