Articolo tratto da: PANORAMA ASSICURATIVO (http://www.panoramaassicurativo.ania.it/?idcnt=39065)
LA SICUREZZA DEL PATRIMONIO ABITATIVO IN ITALIA: RAPPORTO CASA ITALIA
Calamità naturali


Casa Italia ha recentemente pubblicato il “Rapporto sulla promozione della sicurezza dai rischi naturali del patrimonio abitativo” nazionale.

La prima parte del  report,   articolata in due capitoli, analizza il quadro delle informazioni disponibili su pericolosità, vulnerabilità ed esposizione ai rischi naturali.

Il Capitolo 1 presenta una analisi delle basi di dati oggi curate da istituti di ricerca ufficiali e nazionali, che  coprono l’intero territorio nazionale e la cui risoluzione spaziale consente l’identificazione e il confronto delle specificità locali.

Il Capitolo 2 analizza invece le informazioni disponibili per singolo edificio, il cui livello di rischio può essere sensibilmente differente rispetto alla media di quelli del comune dove è localizzato.

La   seconda parte,  articolata in tre capitoli, esamina le politiche per la riduzione della pericolosità dei fenomeni naturali, della vulnerabilità degli edifici di fronte a tali  eventi e del livello di esposizione al rischio di persone e cose.

Il Capitolo 3, in particolare, analizza le politiche per la riduzione della pericolosità dei fenomeni idrogeologici.

Il Capitolo 4  considera le politiche per la riduzione della vulnerabilità degli edifici, particolarmente rilevanti a fronte di eventi sismici.

Il Capitolo 5, infine, valuta le politiche di contenimento e riduzione dell’esposizione al rischio, realizzate sotto forma di divieto alla localizzazione di edifici residenziali in alcune aree o all’incentivazione al loro abbandono.

La terza parte,  anch’essa strutturata in tre capitoli, analizza alcuni interventi  complementari rispetto a quelli volti a ridurre il rischio da eventi naturali, ma altrettanto importanti per assicurare l’efficacia del programma Casa Italia: politiche volte al rafforzamento della resilienza delle comunità, interventi formativi e progettazione del sistema di finanziamento.

Il Capitolo 6, in particolare, discute le modalità per rafforzare la resilienza delle comunità, cioè la loro capacità di reagire agli shock determinati da eventi dannosi o catastrofici; si tratta di una capacità che, anche nel nostro Paese, ha influito in modo determinante sui tempi di recupero successivi a eventi cataclismatici.

Il Capitolo 7 analizza alcune esperienze internazionali significative (tra le altre, quelle di Giappone, Nuova Zelanda e California), per individuare possibili progetti formativi in grado di enfatizzare i risultati delle politiche descritte nella seconda parte del report.

Il Capitolo 8, infine, affronta il tema della gestione finanziaria del rischio naturale. Non viene individuato un singolo strumento finanziario, ma  sono analizzate – alla luce delle più importanti esperienze internazionali – le alternative disponibili (assistenza finanziaria diretta, schemi assicurativi) con riferimento sia al finanziamento sia al trasferimento dei rischi, allo scopo di fornire al legislatore un quadro analitico dei relativi punti di forza e di debolezza.